lunedì 4 marzo 2013

Scuola 19 - Precari della scuola: c’è una speranza?

Clamorosa sentenza del Tribunale di Trapani: riconosciuto ad un docente precario un risarcimento. Applicate le norme dell’UE sulla tutela dei lavoratori a termine.

Qui l'articolo che conclude "Queste sentenze vanno in rotta di collisione con l’art. 51 della Costituzione, secondo cui agli uffici pubblici si accede per concorso. Per la Corte Costituzionale questa regola vale anche nel caso di stabilizzazione." dimenticando che i docenti hanno (o avevano) comunque superato un concorso per l'abilitazione all'insegnamento. Successivamente i nostri cari parlamentari si sono inventati una legge per cui l'abilitazione si ottiene attraverso cari corsi.

Vi prego, correggetemi se sbaglio. I commenti sono aperti a tutti.


A cosa serve il M5S (Movimento 5 stelle)?

Una spiegazione potrebbe essere quella di Marco Travaglio in questo breve filmato (nonostante le interruzioni di Lilli Gruber).

sabato 23 febbraio 2013

Scuola o sanità? Meglio la guerra!



Nell'intervista audio il chirurgo, pacifista Gino Strada fondatore di Emergency commenta la situazione sanitaria dell'Afghanistan e dell'Italia. Emergency è nata allo scopo di offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra e della povertà e di promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

Potete anche firmare per condividere la proposta di legge della sanità avanzata da Gino Strada, cioé sanità gratuita per tutti!
(N.B.: la petizione propone il dott. Strada come Ministro della Sanità)


lunedì 28 gennaio 2013

Scuola 18 - Manifestazione del 2 febbraio 2013 a Roma

Contro le politiche di austerità un manifesto rosso e blu (i colori della segnaletica). Per la scuola, come spesso accade, partecipa un solo sindacato!


domenica 20 gennaio 2013

Scuola 17 - Appello di genitori della provincia di Bologna

I genitori Presidenti dei Consigli di Circolo e d’Istituto della provincia di Bologna hanno scritto la seguente lettera aperta rivolta ai candidati di tutte le forze politiche alle prossime elezioni:
Dai Presidenti dei Consigli di Circolo e d’Istituto della provincia di Bologna
Ai Candidati di tutte le forze politiche alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento

Gentilissima/o,
siamo Presidenti di Consigli d’Istituto, cittadini eletti come rappresentanti di quella larga parte del Paese che ha figli a scuola; cittadini che hanno scelto con sacrificio e passione di dare una mano al tesoro più prezioso di un Paese.

Ci rivolgiamo a Lei certi che le nostre riflessioni possano essere ora prese in considerazione e nella speranza, speriamo non vana, che possano essere ricordate anche quando Lei, come Le auguriamo, sarà eletto.

Lei si candida al Parlamento della Repubblica Italiana, Repubblica che nel suo atto Costitutivo, all’art.3, assegna alla scuola il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Ebbene, negli ultimi anni, tali ostacoli non solo non sono stati rimossi, ma anzi sono accresciuti.
Si è smesso di pensare alla scuola come al luogo di formazione primario per garantire uguaglianza di opportunità e mobilità sociale, come risorsa ed investimento sul futuro.

Alla scuola si è guardato con il solo occhio ingordo del fare cassa (sottratti 8,5 miliardi di euro e meno 150.000 tra insegnanti e collaboratori scolastici), ignorandone le drammatiche conseguenze.
I cittadini di domani vivono oggi in edifici spesso da ristrutturare con aule vecchie, stretti in classi insicure, didatticamente gestibili con grossissime difficoltà, perché circolari ministeriali hanno illegittimamente aggirato disposizioni di legge, oltre che di umanità: massimo 25 alunni, 20 se in presenza di certificazione.
Sono diminuiti gli organici e le risorse per il sostegno, per l’alfabetizzazione dei ragazzi migranti, per i progetti di  recupero … (devono ancora arrivare i soldi del Fondo d’Istituto, che già si sa saranno decurtati di un ulteriore 35%).

Sono stati restituiti solo in piccola parte i crediti (“residui attivi”) che le scuole vantano da anni nei confronti dello Stato: ci si affida sempre di più ai contributi volontari dei genitori, una sorta di autotassazione aggiuntiva cui i genitori sottostanno pur di non vedere immiserire ulteriormente “l’offerta formativa” delle scuole frequentate dai loro ragazzi.

Sono stati costituiti megaistituti scolastici  ingovernabili e didatticamente inadeguati.
Coi tagli all’orario scolastico (tre ore in meno alla primaria, tre alle medie, quattro alle superiori)  l’intero percorso scolastico è stato accorciato di quasi due anni, l’obbligo scolastico ridotto a 15 quando nel resto d’Europa è a 18.

E come se non bastasse, in caso di assenza degli insegnanti, spesso  non vengono neppure chiamati i supplenti ed i ragazzi vengono smistati in altre aule, con conseguenze didattiche e di ulteriore diminuzione di sicurezza facili da immaginare.

Stiamo già pagando a caro prezzo gli effetti di queste politiche dissennate: Il tasso di abbandono scolastico è del 18,8% (solo tre stati sono messi peggio di noi); la nostra scuola primaria, con l’abolizione delle compresenze e la riduzione dei moduli e del tempo pieno, è scesa in pochi anni di molti gradini dal secondo posto in Europa (e sesto del mondo) che orgogliosamente occupava.

Un’ultima vergogna, un’ultima stupidità: tra tutti i Paesi Ocse siamo al penultimo posto per quanto diamo alla scuola, con il 4,5% del PIL a fronte di una media del 6%. Se Paesi ben più poveri del nostro riescono a dare ben di più, non si capisce perché non potremmo farlo anche noi.

Eppure è dimostrato che tagliare su Istruzione, ricerca e cultura è miope e folle, perché si spezzano le gambe non solo al futuro dei giovani ma all’intero Paese, condannandolo per sempre al declino e alla recessione, mentre la maggiore spesa per istruzione produce rendimenti certi. Basta guardare a quei Paesi che stanno affrontando la crisi più intelligentemente e meglio di noi, che hanno investito e investono in formazione e sapere; esattamente l’opposto di quanto accade in Italia.

Forse hanno letto meglio di noi un nostro autore, Collodi: Geppetto infilatasi la vecchia casacca di fustagno, tutta toppe e rammendi, uscì correndo di casa. Dopo poco tornò: e quando tornò aveva in mano l’Abbecedario per il figliuolo,ma la casacca non l’aveva più.

La scuola pubblica ha già sofferto e soffre troppo; il nostro augurio è che Lei, se sarà eletto, sappia avere la saggezza di quel semplice falegname, sappia adoperarsi per una scuola democratica, repubblicana, costituzionalmente fondata: quella che si sforza di togliere gli ostacoli perché anche un burattino di legno possa trasformarsi in un cittadino attivo e consapevole.

CoordinamentoBOProv@scuolan.it

[Seguono le firme dei genitori Presidenti dei Consigli di Circolo e d’Istituto della provincia di Bologna.]


venerdì 18 gennaio 2013

Scuola 16 - Scuola ingiusta

Da un articolo di Paccagnini Ermanno del Corriere della sera.it ripreso anche dalla FLC:

... ingiustizia sociale (nei confronti degli studenti) in un Paese governato dal valore legale del titolo di studio per i concorsi pubblici, e una sostanziale mancanza di educazione alla valutazione. Non è infatti oggettivamente e culturalmente credibile che solo il 3,9 per cento dei maturandi lombardi tocchi il massimo dei voti, quando la media nazionale è del 5,7%, e addirittura del 10% di quella Calabria che (pur in presenza di istituti di eccellenza) le rilevazioni Ocse-Pisa pongono invece quale «fanalino di coda». Né credo che si tratti solo di maggior severità da parte dei docenti lombardi o d’una sorta di familismo orgogliosamente regionalistico altrove: motivo per cui ritengo sì utile, ma non più che palliativo, l’incremento di prove oggettive su scala nazionale (come nel caso della terza prova della maturità) ...


Aggiungo inoltre che se sotto il Pirellone al 100 e lode ci arriva lo 0,45% degli studenti, in Calabria i geni sono l’1,4%, il triplo. Perché, allora, nei test nazionali i primi risultano più preparati?

 

mercoledì 16 gennaio 2013

Scuola 15 - L'ottima Costituzione della Repubblica Italiana è da dimenticare?

Nella nostra Costituzione l'istruzione viene subito dopo la sanità:
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Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
[Solo] Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.
La scuola è aperta a tutti.
[Solo] L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita [attualmente gli anni dell'obbligo sono dieci].
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.